Blog di Dante Paolo Ferraris

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
Messaggio
  • EU e-Privacy Directive

    This website uses cookies to manage authentication, navigation, and other functions. By using our website, you agree that we can place these types of cookies on your device.

    View e-Privacy Directive Documents

Un "bimbominkia" di quarantanni

E-mail Stampa PDF
bimbominkiaPasseggiare la sera sul lungo mare, guardare giovani famiglie che spingono carrozzine con i loro piccoli pargoli, attempate coppie che si sostengono l'un l'altro, zigzagare tra le immancabili lenzuola dei "vu cumprà" che ostentano occhiali da sole, cinture e borse di falsa griffe, sederti su una panchina sotto le alte palme, a guardare un mare che assume colori dal nero inchiostro, alle più bianche schiume delle piccole onde che s'infrangono sulla scogliera, mentre una leggera brezza ti avvolge, rinfrescando una torrida giornata, pare essere la conclusione ideale per una giornata di mare.
Ma unitamente alle signore con la maglietta di filo nero o marroncino chiaro, ai giovani virgulti che anche la sera per gustarsi il gelato indossano canotte sdrucite per mettere in mostra quei muscoletti quali novelli bronzi di Riace dal jeans trucido, trovi anche tribù di giovani ragazzotti.
Adolescenti vestiti con un pantaloncino che coprono appena il ginocchio o meglio da braga abbondante con la vita bassa, ma talmente bassa, da avere il lato B quasi completamente all'aria, che ti permette di leggere la marca della mutanda se c'è, tutti con t-shirt bianca, nera o grigia che arriva appena più giù delle parti basse e infilata nel pantaloncino solo da un lato, sopra di essa una felpa Comix di colore chiaro oppure rossa o verde, scarpe da ginnastica alte, pettinature cotonate con vistosi cerchietti, chi è munito di copricapo lo porta con la visiera al contrario, comunque con il cappuccio sopra il cappello, tutti forniti di skate, vestiti in stile rapper anni 80-90, tutto ci sta nella nostra tipica estate italiana.
E fintanto che è un "bimbominkia" con movenze scimmiesche e dal gergo costruito nel sentirli parlare di "cuccare le sfitinzie, grippandole davanti alla cabine dei bagni della spiaggia della mamma", fa anche sorridere. Ma quando il culo a scoperto lo porta chi ha passato i trenta/quaranta anni, ti inizi a fare delle domande. Se fosse una donna di quell'età a girare con il culo di fuori, non faticheresti a trovare epiteti giusti, il più gentile potrebbe essere otaria volgarotta in cerca di una fuggevole palpata, ma gli uomini mi fanno proprio ridere. Lo dice uno a cui piace vestire con un look giovanile, e di anni né ho tanti, ma non riuscirei proprio a girare con il culo alla luce della luna.
Eppure lo vedi sfoggiare in una passeggiata frivola, con l'infradito che struscia sul pavimento piastrellato del lungo mare, una canotta bianca aderente per mettere in mostra i bicipiti costruiti in palestra e decorati con un ampio tatuaggio, non comprensibile alla luce del lampione, anche per color bronzeo della pelle ottenuto da ore di lampada o spero sdraiato in spiaggia, cappellino nero hip hop e un pantaloncino scuro attillato che oltre a mettere in mostra il lato B, è talmente aderente che ricorda vagamente Tafazzi. Avrà pure una figura longilinea, ma l'età è data comunque dalle rughe, da un capello corto e brizzolato e da un corpo che forse vent'anni prima poteva permettersi tale abbigliamento o soprattutto è l'atteggiamento da bimbominkia ventenne.
Se per i ragazzi mostrare il culo fa parte di una tendenza modaiola, per un adulto mi ricorda quanto letto su facebook che riporto in un fedele copia-incolla:
Per tutti coloro che pensano sia bello passeggiare con i pantaloni sotto al culo, LEGGETE la seguente spiegazione: questa tendenza è nata nelle carceri, negli Stati Uniti ‘dove i prigionieri che erano disposti a fare sesso con altri prigionieri avevano bisogno di creare un segnale che sarebbe passato inosservato da parte delle guardie così da non subire conseguenze, quindi mostrando parzialmente il loro sedere,dimostravano che erano disponibili per altri detenuti.
Prima o poi i "bimbominkia" dovranno mettersi di fronte a uno specchio a figura intera e cambiare look, gerghi e comportamenti per entrare nel quotidiano del mondo del lavoro, che piaccia o non piaccia. Ma un quarantenne così conciato fa solo ridere, ed io rientro a casa con la consapevolezza che anche se è vero che ognuno deve piacere a se stesso, deve vestirsi come vuole, camminare come vuole e dove vuole, è pur vero che l'etica non è etichetta, ma che bisogna nell'accettarsi comprendere che occorre anche accettare gli sguardi altrui, sopratutto quando purtroppo si esce dagli schemi di una società che vive di paradigmi.