Blog di Dante Paolo Ferraris

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A Lisbona con Pessoa (IX parte)

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LisbonaIl quartiere dell'Alfama è un intrico di strade ripide, scalinate, case con il bucato steso fuori ad asciugare, piccoli negozi di alimentari dai nomi caratteristici e taverne e cantine, dove è facile trovare gli anziani che giocano a carte sotto un pergolato di bougainville; scene di vita quotidiana con gente che mangia e beve in allegria.
Attraverso il fitto dedalo di viuzze cerchiamo di raggiungere il Castelo de São Jorge, centro del potere monarchico fino alla fine del XVI secolo.
Tutta la zona intorno al Castello è molto particolare, fatta di stradine con scale strette e tortuose, porte colorate, muri decorati con disegni del folclore locale e finestre con appese gabbiette per uccellini; tutto molto lusitano style. Le palazzine sono piccole e luminose nei loro vivaci colori pastello e viste le poche le auto in circolazione è gradevole passeggiare nella cittadella, tra negozi di souvenir e prendipolvere, un passatempo perfetto prima di entrare a visitare il Castelo de São Jorge. È un quartiere straordinario, ma lo è sopratutto nel tardo pomeriggio, quando realmente risulta affascinante e quasi magico. Gli abitanti si radunano in piccoli crocchi a parlare e il sottofondo di musica che esce dalle finestre spalancate è di origine per lo più è africana, infatti molti abitanti della zona provengono dalle ex colonie del Mozambico e da Capo Verde, ma non manca l'immancabile fado.
Sebbene si sappia con certezza che le prime fortificazioni sulle colline di Lisbona, siano state erette dal II secolo a.C. in avanti, diverse ricerche archeologiche hanno dimostrato che su queste alture, la presenza umana esiste almeno dal VI secolo a.C. Le tribù autoctone di Lisbona sono certamente i Celti e gli Iberi. La città vide sicuramente la presenza dei Fenici, Greci e dei Cartaginesi, in poi in seguito dai Romani, Suebi, Visigoti e i Mori.
Paghiamo l'esoso biglietto d'accesso ed entriamo, varcando l'entrata principale della cittadella, notiamo il cancello del XIX secolo con lo stemma del Portogallo ed il nome della Regina Maria II e la data 1846. Il cancello da accesso alla piazza principale (Praça D'Armas), dove sono presenti dei vecchi cannoni e la statua di bronzo di Re Alfonso Enrico, colui che conquistò il castello nel 1147 e divenne primo re del Portogallo, con il nome Alfonso I.
Il castello domina dall'alto Lisbona e dai suoi bastioni si godono splendide vedute sul Tejo.
L'area del castello è di forma quadrata ed originariamente era circondata da un muro, formando una cittadella. L'insediamento consta del castello vero e proprio (il castelejo) e da alcune costruzioni tra cui le rovine del Palazzo Reali. Sono presenti dei giardini con dei bellissimi e narcisi pavoni che fanno di tutto farsi ammirare e fotografare dai turisti. Sostiamo su un'ampia piazza terrazzata, che è un ottimo belvedere sulla città, sui suoi dintorni e sul fiume, sul quale si staglia il profilo del Ponte 25 de Abril. Da questo terrazzamento si vede chiaramente sagoma, a forma di croce, della grande statua del Cristo Rei, costruita sulla sponda opposta del Tejo.
Del Castello moresco originario è rimasto ben poco. Molto gradevole camminare sulle mura, che offrono sempre scorci diversi del territorio urbano. Il castello è stato residenza reale fino al XVI secolo.
In un cortile del castello c'è anche una chitarrista che suona il fado e rende l'atmosfera più suggestiva, nonostante i tanti turisti che lo oggi lo abitano.
Le pietre che con le mani tocco mi raccontano della Reconquista Cristiana; Lisbona e il suo castello furono liberate dai Mori appunto da re Alfonso Enrico, che riuscì nell'impresa con l'aiuto dei crociati nord-europei che prendevano parte alla Seconda Crociata. L'Assedio di Lisbona, fu l'unico vera vittoria di quella Crociata.
Una leggenda ci racconta come il cavaliere Martim Moniz, notando che una delle porte del castello era aperta, impedì che la porta si chiudesse sacrificando la sua vita, ponendosi in mezzo e permettendo ai soldati crociati di entrare nel castello.
Il castello fu successivamente difeso strenuamente dai soldati crociati, impedendo le successive incursioni moresche. Quando Lisbona divenne la capitale del regno, nel 1255, il castello divenne la sede del Palazzo Reale (l'Alcáçova), fortemente rimaneggiato intorno al 1300 da Re Dionigi I.
Il castello fu dedicato a San Giorgio nel tardo XIV secolo, da Re Giovanni I, il quale aveva sposato la Principessa inglese Filippa di Lancaster. Il santo guerriero, rappresentato mentre combatte il drago, era infatti popolare in entrambe le nazioni.
Come Palazzo Reale, il castello fu il luogo dell'incontro tra il navigatore Vasco da Gama, scopritore della via marina per l'India, e Re Manuele I nel 1498.
Agli inizi del XVI secolo, con la costruzione da parte di Manuel I, di Palazzo Reale Ribeira, il vecchio castello medievale iniziò a perdere importanza. Un primo terremoto nel 1531 danneggiò il castello e contribuì al suo ulteriore decadimento, Re Sebastiano, nel 1569 dispone la ricostruzione del Palazzo Reale nel castello così da poterlo usare come sua residenza. Nel periodo in cui Lisbona era sotto la dominazione spagnola, il nuovo palazzo all'interno del castello fu usato come prigione e caserma.
Ma fu proprio il grande Terremoto di Lisbona del 1755 che lo danneggiò seriamente facendo aggravare il suo stato di decadimento.
I resti del Palazzo Reale si trovano nella piazza principale, ma tutto ciò che è rimasto sono alcuni muri e alcune stanze ricostruite come la Casa Ogival.
All'interno della cinta muraria della cittadella, camminando sui i passaggi tra le torri di guardia ci si dimentica di essere nel cuore di una metropoli come Lisbona.
Pessoa diceva ancora in una delle sue poesie: "Il cuore non ha bisogno di sapere cos'è il bene". Lo sa è basta. Da questa altura dove si erge il castello, comprendo come Lisbona ha conquistato i suoi visitatori; perfino i romani avevano battezzato il luogo "Felicitas". Ma voglio lasciarmi trasportare da ciò che ha scritto Pessoa. "... che conduce al Castelo de São Jorge. Il turista che ha un po' di tempo non può visitare il castello, costruito su un altura da cui si gode una splendida vista del Tago e di gran parte della città. la fortezza ha tre porte principali, chiamate del Tradimento, di Martim Moniz e di São Jorge, tutte antichissime. Il castello è veramente eccezionale. Fu costruito dai mori e con le sue solide mura, gli spalti merlati e le torri faceva parte, a quanto pare, della cinta muraria di Lisbona. Vi duellarono molti re e fu teatro di molti avvenimenti importanti della storia politica del Portogallo. Oggi, malgrado sia circondato e soffocato da una moltitudine di case, pieno di caserme, modificato, spogliato e mutilato dai terremoti e dagli abusi, merita ancora la visita in omaggio al suo passato. La vista del castello è meravigliosa. Può essere visitato richiedendo il permesso all'ufficiale di giornata delle caserme". ovviamente il castello non ospita più caserme. Lentamente riprendiamo la nostra passeggiata, scendendo verso la Baixa.



Fine IX parte.