Blog di Dante Paolo Ferraris

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Pina, la mia lucertolina

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lucertola pinaAncora intorpidita, Pina, così ho chiamato la mia lucertolina, esce da chissà quale buco dove è rimasta nascosta dormendo tutto l'inverno. Mi soffermo a guardarla, mi aveva tenuto compagnia tutta l'estate precedente sul piccolo balconcino che si affaccia sulla cucina. Le piaceva prendere il sole tra i vasi delle piante aromatiche, ma non disdegnava nemmeno una passeggiata tra i vasi dei gerani. Quante volte, annaffiando i vasi, le ho fatto il bagno, facendola scappare quando si mimetizzava tra le alte foglie della menta o si nascondeva sotto i grandi fiori delle zinnie. Era l'unico momento che la vedevo scappare, per il resto, la mia presenza anche se rumorosa sul balcone non la spaventava. Sono contento di rivederla, ha messo fuori la testolina e la muove da tutte le parti, come a voler riconoscere il luogo che la ospita. Ogni tanta la linguetta biforcuta guizza svelta dalla bocca. Il piccolo rettile vorrà assicurarsi che l'aria che lo circonda sia calda o almeno tiepida. Infatti, Pina, la piccola lucertolina, dal colore verde sfumato e dalle piccole macchioline marroncino scure che disegnano sul suo corpo graziosi disegni, ama il caldo e il sole cocente. Il suo sangue, contrariamente a quello dei mammiferi, è freddo e per scaldarsi ha bisogno di un ambiente caldo, ed è per questo motivo che cerca posti soleggiati dove si ferma per lungo tempo a farsi accarezzare dai raggi solari. Proprio di fronte a sé scorge un ambiente familiare, un grande vaso ricolmo in superficie da grandi pietre, luogo che anche l'anno precedente aveva particolarmente frequentato perché esposto al sole tutto il giorno. Strisciando lentamente, incurante della mia presenza, si avvia verso il vaso. Ella pur avendo quattro zampe non cammina, ma striscia. Infatti, le quattro piccole zampette, non possono reggere il peso del suo corpo. Per poter avanzare fa presa sul terreno, con il suo ventre squamoso, incurva il corpo e con le zampe posteriore si spinge avanti. Sono movimenti rapidissimi che rendono il suo muoversi aggraziato. Ha così raggiunto il vecchio vaso, sdraiata sul pietrisco, gode del primo timido sole. Pare volermi dire "Buona primavera, vedi che sono tornata!!!". La lascio tranquilla a godersi i primi raggi di sole, sapendo che anche quest'anno avrò compagnia.