Blog di Dante Paolo Ferraris

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06:15 AM

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risveglioVi faccio una confessione: a chi di noi non piace stare nel letto la mattina appena svegliati, girarsi sotto sopra, rannicchiarsi in posizione fetale, stirarsi per il lungo, e poi rannicchiarsi nuovamente, tirarsi su le coperte per assorbire quel calore che solo il proprio caldo letto ti offre, giocare con le lenzuola cercando di rimetterle in ordine dopo una nottata di riposo, cercando di riordinarle come si cerca di riordinare le proprie idee.
Girarsi su un fianco a cercare chi ha fatto con te il viaggio per tutta la notte, ma che è passata in un battibaleno, invidiare il suo continuare a riposare, leggere la soddisfazione del meritato sonno ristoratore su dei lineamenti sereni e distesi ma ancora spenti, mentre le labbra gia appaiono lanciare un timido sorriso.
Aprire e chiudere gli occhi, con pigrizia sfregarseli cercando di affermare che l'ora è giunta, ed è passato da un po' di tempo il trillo della nefasta sveglia che ti richiama agli obblighi domestici.
E allora si!, ti rendi conto che la vita è una merda, che devi lasciare quel letto che per una notte ti ha ricordato il calore e l'ospitalità del ventre materno, ed ora devi prendere il coraggio, quello di tutti i giorni, superare il freddo del primo momento, alzarti e ricominciare ad attendere che torni sera, per trovare rifugio nel nido del tuo letto con te stesso e le tue meraviglie, accolto da Morfeo che rimane li ad attenderti.
Metti le ciabatte, ti stiracchi un po la schiena che ti duole e ricomincia una nuova giornata mentre cerchi di raggiungere la caffettiera.