Blog di Dante Paolo Ferraris

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7 Novembre 2021

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Matteo, Marco e AntoninoStamattina ho voluto recarmi a Quargnento per partecipare ad una pubblica manifestazione. Tendenzialmente non partecipo mai a questo tipo di eventi, non perché non ci credo o perché sono contrario a questo tipo di eventi. Semplicemente perché mi sento fuori luogo, non degno, se volete, a parteciparvi. Ma in settimana ho ricevuto dall'amica Paola, sindaco dell'importante borgo alessandrino l'invito ad essere presente. Silenziosamente e per quanto possibile defilato vi ho partecipato. Mentre il cappellano dei Vigili del fuoco officiava la SS Messa nella Basilica di San Dalmazzo, mi sono tornate alla mente tante cose. Anche il trillo del mio telefono che quella notte tra il 4 e 5 novembre del 2019 mi sveglia di soprassalto. Una voce concitata di una centrale operativa mi chiede di inviare rapidamente delle unità cinofile da ricerca su macerie a Quargnento in via San Francesco. Iniziò una terribile nottata, le notizie erano frammentate e il telefono non smise un attimo di suonare, mentre cercavo di adempiere al meglio le richieste giuntemi. All'alba, da RadioGold Alessandria, apprendo in dettaglio ciò che era accaduto e la tragica morte di tre vigili del fuoco. Una mano sconsiderata aveva provocato un esplosione in una casa disabitata. Risento nelle orecchio il trillo del telefono, le incalzanti richieste e l'incredulità delle persone contattate affinché si rechino immediatamente sul luogo della sciagura. La mesta cerimonia, in chiesa è particolarmente sentita, i nomi di Antonino, Marco e Matteo risuonano ripetutamente all'interno della basilica dedicata ad un altro combattente che fu San Dalmazzo e il cui corpo ha trovato riposo in questa chiesa. A fatica e con la voce rotta anche i loro colleghi riescono a leggere le preghiere. Sono tante le fasce tricolore dei Sindaci, ma tra i rappresentanti delle forze dell'ordine dei volontari e di tante autorità vi sono i genitori di questi tre poveri ragazzi, da tutti definiti eroi. Un silenzioso e addolorato corteo, dopo la Messa, si sposta poi in una piazza che sarà intitolata ai caduti dei Vigili del fuoco. Hanno luogo i rituali discorsi; il più appassionato e apprezzato è stato quello del Sindaco che con la voce rotta dalla commozione e dal ricordo, esprime la partecipazione della cittadinanza, anche di coloro che dal bar fronte basilica, hanno assistito all'evento senza parteciparvi attivamente. Il suono della tromba sulle note del Silenzio, intonato da un giovane ragazzo di 14 anni conclude con emozione la mia partecipazione. Sono passati solo due anni ma mi rendo conto solo ora che la ferita non si è rimarginata e che tanto, troppo è ancora da fare per evitare il ripetersi di queste tragedie. Il sacrificio di Matteo, Marco e Antonino mi auguro serva anche a scrollare le coscienze dei tanti che ancora credono che tutto gli è dovuto.