Voglia di vivere
Giovedì 04 Luglio 2013 15:16
 Quando avevi 20 anni, volevi correre a raggiungere i 30, per non essere più considerato un ragazzino. Guardavi tuo padre poco più che cinquantenne e ti appariva come un eroe vissuto tra tragedie e difficoltà, alla continua ricerca della felicità che poi era solo serenità.
Poi gli anni passano e ti accorgi che non sono più le decadi a farti raggiungere dei traguardi; quando arrivi ai trenta inizi a guardare con preoccupazione ai trentacinque e guardi con angoscia un futuro che vorresti prospero e pieno di successi. Quando poi li superi, speri che la sabbia nella clessidra del tempo non finisca mai. A quaranta inizi a cercare di fare tutto ciò che avresti voluto fare e non hai fatto in passato. A cinquanta cominci a contare i capelli bianchi, per chi ha ancora i capelli, e inizi a vivere a pieno la tua vita sapendo ormai che la discesa è inevitabile.
Rifletti e ti chiedi quali sono stati i tuoi stati d'animo, quando i ragazzini più piccoli di te hanno iniziato a darti del "lei", oppure quando i primi compagni di scuola si sono sposati ed hanno iniziato a girare con i pargoli nel passeggino. Ma soprattutto, quando realizzi che i tuoi genitori erano già genitori alla tua età.
Leggi tutto...
Nella città martire di Vukovar
Giovedì 20 Giugno 2013 15:22
 Due mesi, tre settimane e tre giorni, tanto durò l'assedio di Vukovar. Tutto accadde due mesi dopo la dichiarazione d'indipendenza della Croazia dalla Federazione Jugoslava. Allora Vukovar era una vivace cittadina, costellata nelle sue strette vie di bei palazzi barocchi e di numerose gallerie d'arte. Tra le città che sorgono sul corso del Danubio era tra le più graziose e importanti per il porto fluviale. Una piccola ma importante città cosmopolita, popolata non soltanto da croati e serbi ma anche da magiari, tedeschi, italiani ed altre etnie minori. Una città "mitteleuropea" e "borghese" nel senso stretto del termine, con un ceto culturale e mercantile radicato da tempo come testimoniano infatti le proprie origini risalenti al X secolo.
Nel 1991 Vukovar contava circa 44mila abitanti ed era esattamente il 25 agosto dello stesso anno quando l'esercito della Federazione Jugoslava, con l'appoggio di milizie paramilitari serbe, mise sotto assedio questa città croata della Slavonia dove viveva una nutrita minoranza serba.
Leggi tutto...
A Lisbona con Pessoa (XIII parte)
Martedì 11 Giugno 2013 15:22
 A pochi passi da Praça do Comércio, si trova la piazza del Municipio con il bel Palazzo municipale del quale purtroppo ci è preclusa la visita e quindi ci dobbiamo affidare alla descrizione di Pessoa:
"... e supera il Municipio, uno degli edifici più belli della città. È di primario interesse per i suoi interni, sia per gli esterni ed è opera dell'architetto Domingos Parente, che per la realizzazione degli ornamenti scultorei e dei dipinti ha contato sulla collaborazione di altri celebri artisti. La monumentale scala che conduce al primo piano merita una visita, specialmente per i magnifici dipinti che decorano le pareti e il soffitto. Le numerose stanze dell'edificio sono altrettanto splendidamente arricchite da affreschi e tele di Sequeira, Columbano, José Rodrigues, Neves Júnior, Malhoa, Salgado, ecc., raffigurano personaggi storici e no, tra cui un grande dipinto di Lupi che ritrae il marchese di Pombal e la ricostruzione di Lisbona da lui realizzata dopo il Grande Terremoto, e ancora busti dei più noti scultori, camini artistici, mobili, ecc." anche l'area antistante il palazzo municipale è abbellita da opere di arte moderna, mentre la pavimentazione è a scacchi bianchi e neri; cosi Pessoa ci descrive la piazza: "Al centro della piazza possiamo vedere il Pelourinho, ben conosciuto all'estero; è un capolavoro del tardo 700, una spirale scolpita in un blocco unico di pietra. Attraversando la piazza, sul lato destro, vedremo l'Arsenale della Marina, un grande edificio che accoglie, oltre all'arsenale e alle officine - che con la cala si affacciano sul fiume e quindi sono a noi nascosti - la Scuola Navale, fondata nel 1845, e la Corte d'Appello, ...".
Leggi tutto...
Luci ed ombre a Torino (XI parte)
Giovedì 30 Maggio 2013 15:46
 La mia passeggiata continua ritornando sui i miei passi e dopo pochi minuti mi ritrovo in via Roma che come il nome rivela è la principale arteria della moderna Torino post unitaria.
Il primo tratto fu aperto su progetto del Vittozzi fra il 1615 ed il 1619, realizzata per volontà del duca Carlo Emanuele I di Savoia e prese la denominazione di Via Nuova o Contrada Nuova. La via divenne ben presto uno dei principali assi della città; la strada terminava in un'ampia spianata attraverso una la breccia praticata nelle antiche mura romane.
La via venne dedicata a Roma il 29 marzo 1871 e agli inizi del novecento manteneva ancora le sue caratteristiche forme barocche. Tuttavia si presentava molto caotica, trafficata e sporca, animata da numerose bancarelle, antesignane degli attuali negozi di lusso. Si andava creando quindi la necessità di rendere la via più ordinata, fruibile ai viaggiatori sopratutto come via di accesso al centro cittadino per chi scendeva alla stazione ferroviaria di Porta Nuova. Nel 1931 il Comune decise di rinnovare radicalmente la via in tutta la sua lunghezza in base ad un progetto, realizzato da un gruppo d'ingegneri con la consulenza tecnica ed artistica dell'Arch. Marcello Piacentini, che vide il suo completamento nel 1937.
Leggi tutto...
I roghi del XXI secolo
Mercoledì 22 Maggio 2013 10:58
 Leggo i giornali, ascolto i radiogiornali, guardo i telegiornali, a dire il vero ne parlano poco, ma sempre più sono convinto che la politica rampante di oggi, sia sempre più lontana dalla ragione. Mi convinco pure che il populismo venga utilizzato come cesto di raccolta dei voti di protesta, con i leader politici che preferiscono lanciare epiteti qualunquistici anziché fornire programmi sostenibili di sviluppo per i nostro paese.
Ho letto una mail inviata al giornale "Repubblica" in cui il quotidiano veniva accusato di essere in cattiva fede e di manipolare le informazioni, al fine di spostare greggi di elettori sempre dalla stessa parte, come se farneticare informazioni sul web sia la voce della verità. Troppe volte ho visto la "verità" asservita all'ultimo dominatore, soprattutto quando il male è personificato da urlatori, falsi profeti e adulatori di riti ancestrali di purificazione.
Troppo spesso noi "babbani" ci facciamo conquistare dalle manipolazioni di un incantatore e quando non gli riesce, diventiamo il loro "nemico" da combattere ed annientare. Filosoficamente e pragmaticamente l'arma migliore è il dileggio, l'insulto inframezzato da passioni politiche nascenti, che in Italia hanno lo stesso effetto dell'innamoramento. Gli Innamorati sono in genere ciechi e pazzi, facilmente manipolabili dall'ultimo amore che ci pare eterno e sincero. I temi proposti, come oracoli, ma anche le paranoie complottistiche, gli anatemi lanciati, non servono a rinnovare il paese, se non ad affossarlo ulteriormente.
Leggi tutto...
|
A Lisbona con Pessoa (XIV parte)
Martedì 25 Giugno 2013 15:32
 Pessoa, con l'eteronomo di Sores nel "Livro do Desassossego", così descrive un inizio di giornata nella Baixa: "Nella leggera nebbia del mattino di mezza primavera la Baixa si sveglia intorpidita e si direbbe che il sole sorga lentamente. C'è un'allegria tranquilla nell'aria semifredda, e la vita, al soffio leggero della brezza che non c'è, rabbrividisce vagamente per il freddo passato, più per il ricordo del freddo che per il freddo, per il confronto con l'estate prossima che per il tempo attuale. I negozi, eccetto i caffè e le latterie, non sono ancora aperti; ma la quiete non è torpida come quella della domenica: è quiete soltanto: una traccia bionda si preannuncia nell'aria che si apre è l'azzurro si colora pallidamente di rosso attraverso la bruma che scema. Il nascere del traffico rareggia per le strade, risalta la distanza fra pedoni e nelle rare finestre aperte, in alto, anche alcune figure cominciano a albeggiare. I tram disegnano a mezz'aria la loro sagoma mobile gialla e numerata. E di minuto in minuto, in modo sensibile, le strade si popolano". Anche noi ci alziamo presto per raggiungere il parco delle Nazioni e siccome non è la mezza primavera descritta da Soares, ma è autunno e la giornata si presenta piovosa, fredda e ventosa, prendiamo la metropolitana per raggiungere il nostro obiettivo.
Leggi tutto...
Luci ed ombre a Torino (XII parte)
Sabato 15 Giugno 2013 14:22
 Raggiungo così una delle piazze più famose di Torino, che da sempre è chiamata Piazza Carlina anziché utilizzare il suo vero nome di Piazza Carlo Emanuele II; credo che ormai i postini si siano adattati a questa doppia denominazione.
Il motivo di questa dicotomia sembra risiedere nella storia della monarchia sabauda. La reggente Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours, moglie di Carlo Emanuele II, fece progettare la pianta della piazza da Amedeo di Castellamonte, che la ideò a forma ottagonale. La piazza venne creata nel 1673, in direzione del Po, pensata come spazio pubblico della città nuova. Carlo Emanuele II fu un personaggio molto particolare e attento alla vita di corte, ma contestato e attaccato dalle malelingue popolari per il suo essere troppo effeminato. Si sospettava infatti dei gusti sessuali del sovrano, causa anche il fatto di non essere stato in grado di avere un figlio dalla sua prima moglie Francesca Maddalena d'Orleans. Le maligne voci diedero così vita all'ormai riconosciuto toponimo Piazza Carlina.
Leggi tutto...
Populismo: un male italiano
Giovedì 06 Giugno 2013 15:33
 Ogni qualvolta ascolto un telegiornale, un radiogiornale o leggo un quotidiano, mi arrabbio per quanto ascolto, sento o leggo. La campagna populistica lanciata da alcuni partiti e altri movimenti politici contro le Province mi pongono nel dubbio se costoro sono a conoscenza di quello che stanno affermando o se vince sempre il modello populistico o dell'interesse del più forte. Le accuse principali riguardano i costi e lo snellimento burocratico.
Credo sia il momento di fare un po' di storia su questa istituzione.
Le Province odierne trovano fondamento legislativo nella normativa con il Regno sabaudo, dove l'ordinamento definito dal Regio decreto 3702 del 23 ottobre 1859, il cosiddetto Decreto Rattazzi, fissava sul modello francese l'organizzazione del territorio in enti di diverso livello. La Provincia nacque come ente locale intermedio, dotato di propria rappresentanza elettiva e di amministrazione autonoma: un collegio deliberante di durata quinquennale, il Consiglio Provinciale, un organo esecutivo - amministrativo di durata annuale, la Deputazione Provinciale, eletta dal Consiglio ma presieduta e convocata dal Governatore, poi Prefetto, di nomina regia. I consiglieri si rinnovavano per un quinto ogni anno per sorteggio.
Le prime elezioni provinciali ebbero luogo il 15 gennaio 1860.
Leggi tutto...
Balanzone sotto la torre degli Asinelli
Domenica 26 Maggio 2013 14:11
 La decisione era presa, volevo tornare a Bologna per passare una giornata tranquilla a visitare il centro storico e chiedo a Matteo di accompagnarmi. Scegliamo di andare in auto in quanto gli orari dei treni non ci permetterebbero una permanenza adeguata.
Matteo è un ottimo compagno di viaggio e benché riusciamo a litigare per qualunque cosa riesce molto spesso a stupirmi per le sue acute osservazioni su argomenti anche spinosi nonostante la sua giovane età. Sono tante le cose divergenti tra noi, dai gusti musicali alle preferenze politiche ma alla fine, pur rimanendo ognuno sulle proprie opinioni, condividiamo molte esperienze insieme.
Parcheggiamo l'auto di fronte alla stazione ferroviaria e ci rechiamo a rendere omaggio alle vittime della strage di Bologna avvenuta sabato 2 agosto 1980, uno degli atti terroristici più gravi avvenuti in Italia nel secondo dopoguerra. Come esecutori materiali furono individuati dalla magistratura alcuni militanti di estrema destra appartenenti ai NAR. L'esplosione causò la morte di 85 persone e il ferimento di oltre 200.
Leggi tutto...
A Lisbona con Pessoa (XII parte)
Sabato 18 Maggio 2013 15:22
 Il terremoto di Lisbona, oltre che distruggere le città, scosse anche le coscienze di molti pensatori e di un'intera generazione.
Lisbona era ed è una capitale di un paese fortemente cattolico, con una ricca storia di sforzi di cristianizzazione ed evangelizzazione delle colonie, non sempre incruenti ed indolori. Una nazione che dedicò sempre le proprie conquiste alla cristianità e che diede Santi e Papi alla chiesa cattolica, aggiungendo pure che il sisma coincise con la festa di Ognissanti, distruggendo quasi tutte le più importanti chiese.
Per il popolo, ma anche per i teologi del XVIII secolo, questa fu la manifestazione della collera divina. Pur restando un evento tragico e misterioso, assai difficile da giustificare, fu da stimolo a moltissime riflessioni filosofiche.
Alcuni teologi fecero addirittura risalire la causa del terremoto alla punizione divina per il massacro degli Indios in Sudamerica e ai metodi "spicci" dei gesuiti per portarli alla conversione.
Leggi tutto...
|