A Lisbona con Pessoa (XI parte)
Giovedì 09 Maggio 2013 15:22
 La sveglia con la Lisbona caotica ci è diventata subito simpatica. La Baixa è un mix di moderno, con vie che sfoggiano le grandi marche internazionali, e retrò, tra vecchie strade dai negozi di oggetti vintage; sembra di tornare indietro nel tempo. Passeggiamo da Praça Rossio a Praça do Comércio passando per Praça dos Restauradores per ammirare la Baixa. Anche di giorno si possono avere esperienze particolari come l'essere abbordati dai venditori occasionali di hashish, che guarda caso mi si avvicinano sempre.
Praça do Comércio è sicuramente la piazza più imponente della città; manifesta la superbia della celebrazione della potenza e della ricchezza del Portogallo. Doveva rimanere impressionato il viaggiatore che raggiungeva Lisbona via Mare, trovandosi di fronte questa immensa piazza che fungeva da porta d'ingresso della città.
Al centro si erge la statua equestre in bronzo di Joaquim Machado de Castro, raffigurante Dom José I, edifici settecenteschi porticati circondano da tre lati la piazza dove al centro si eleva l'Arco da Victória, opera del Veríssimo da Costa, che apre su Rua Augusta.
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A Lisbona con Pessoa (X parte)
Giovedì 02 Maggio 2013 14:19
 Scendendo incontriamo l'edificio del Limoeiro che rappresenta un importante luogo per la storia della città; sfiorandolo appena mi rimetto alle righe scritte da Pessoa per descriverlo, anche se lui percorre in senso inverso la nostra stessa strada nel suo libro-guida su Lisboa.
"Al lato opposto della strada, sulla destra giacché stiamo salendo, c'è un altra prigione, maschile stavolta, il Limoeiro. Questo grande edificio fu costruito, così come si presenta oggi, nel 700, ma il luogo è strettamente legato alla storia antica del Portogallo. Il Paço dos Infantes (Palazzo dei Prìncipi) un tempo si trovava qui, e qui il conte Andeiro, amante della regina Dona Leonor, fu ucciso dal Mestre de Avis. Sempre qui morì re Fernando e vi furono ospitati la zecca, il Senato cittadino, l'antica corte d'appello, ecc. Il limoeiro è la più antica tra le prigioni civili di Lisbona; fu trasformato in penitenziario nel 700. Pochi anni fa i detenuti lo incendiarono, distruggendone una parte che ancora non è stata ricostruita". L'edificio rimase in uso come penitenziario fino al 1974 ed oggi è sede del Centro de Estudios judiciários.
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A Lisbona con Pessoa (IX parte)
Venerdì 26 Aprile 2013 14:22
 Il quartiere dell'Alfama è un intrico di strade ripide, scalinate, case con il bucato steso fuori ad asciugare, piccoli negozi di alimentari dai nomi caratteristici e taverne e cantine, dove è facile trovare gli anziani che giocano a carte sotto un pergolato di bougainville; scene di vita quotidiana con gente che mangia e beve in allegria.
Attraverso il fitto dedalo di viuzze cerchiamo di raggiungere il Castelo de São Jorge, centro del potere monarchico fino alla fine del XVI secolo.
Tutta la zona intorno al Castello è molto particolare, fatta di stradine con scale strette e tortuose, porte colorate, muri decorati con disegni del folclore locale e finestre con appese gabbiette per uccellini; tutto molto lusitano style. Le palazzine sono piccole e luminose nei loro vivaci colori pastello e viste le poche le auto in circolazione è gradevole passeggiare nella cittadella, tra negozi di souvenir e prendipolvere, un passatempo perfetto prima di entrare a visitare il Castelo de São Jorge. È un quartiere straordinario, ma lo è sopratutto nel tardo pomeriggio, quando realmente risulta affascinante e quasi magico. Gli abitanti si radunano in piccoli crocchi a parlare e il sottofondo di musica che esce dalle finestre spalancate è di origine per lo più è africana, infatti molti abitanti della zona provengono dalle ex colonie del Mozambico e da Capo Verde, ma non manca l'immancabile fado.
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Luci ed ombre a Torino (X parte)
Sabato 13 Aprile 2013 15:26
 Lascio Piazza Solferino proprio all'incrocio tra via Pietro Micca e via Cernaia, di fronte alla Fontana Angelica, dove sorge il bel palazzo delle Assicurazioni Generali, realizzato da Fenoglio nel 1909 in puro gusto liberty francese, per entrare in una delle più famose vie del centro storico di Torino. Sotto questo Palazzo, all'angolo con via Botero, una lapide parzialmente nascosta da un edicola di giornali, ricorda Giovanni Moncalvo, un ragazzo appena diciannovenne appartenente alla 47a brigata Garibaldi che qui morì durante gli scontri armati tra partigiani e forze repubblichine, il 27 aprile 1945.
Durante lo scontro il giovane ragazzo, appostato al secondo piano dello stabile, fece fuoco contro gli automezzi dei repubblichini in transito ma le schegge delle cannonate sparate dai blindati nemici lo colpirono all'addome ed al volto. Perì durante l'inutile corsa verso l'ospedale.
Via Pietro Micca ha inizio in Piazza Castello e termina in Piazza Solferino. La matrice architettonica che caratterizza tutta la strada è lo stile eclettico. La via è intitolata al patriota biellese Pietro Micca, soldato del Regio Esercito sabaudo, che sacrificò la propria vita sbarrando il passo alle truppe francesi che assediarono Torino nel 1706.
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A Lisbona con Pessoa (VIII parte)
Lunedì 25 Marzo 2013 17:22
 Decidiamo di esplorare Lisbona a bordo del tram 28, divenuto una vera attrazione turistica. Nei negozi di souvenir il modellino di questo tram, molto antico e caratteristico, è sempre in bella mostra e lo troviamo anche raffigurato su cartoline, poster, magneti, ecc. Questo tram si arrampica lungo le viuzze dell'Alfama compiendo manovre impossibili, dando l'impressione che nonostante l'età ami correre e inerpicarsi su per le colline, apparendo ai miei occhi come uno dei tram più belli del mondo.
Saliamo sul Tram 28 in Largo Martin Moniz, nel cuore del centro storico, da dove si dipana il suo percorso che fa tappa negli angoli più belli della città. Questi piccoli tram gialli sono vecchissimi e divertenti, non solo perché si arrampicano su e giù per i vicoli, infilandosi talvolta in passaggi strettissimi, ma anche per la gente che ci sale. È divertente infatti ascoltare i mexericos (pettegolezzi) delle donne anziane, cariche di sporte con la spesa o i gioviali discorsi dei giovani studenti che vanno o vengono da scuola.
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Nel cuore verde d'Italia
Domenica 05 Maggio 2013 15:19
 Il viaggio verso Assisi sembra lungo, ma è nostra intenzione riuscire a fare due passi anche per Perugia. Il mio compagno di viaggio pare abbia perso la loquacità dei giorni precedenti, forse i suoi profondi occhi castani stanno ammirando gli antichi borghi accastellati sui verdi colli umbri.
La valle del Paglia scorre velocemente; il fiume omonimo è il più importante affluente di destra del Tevere, in cui confluisce a valle del lago di Corbara, tra Orvieto e Baschie. Cerco, aiutandomi con la memoria, di percorrere quelle strade, utili scorciatoie, per arrivare il prima possibile ad Assisi.
Il Lago di Corbara è un lago dell'Italia centrale, di origine artificiale, formatosi con la costruzione negli anni sessanta del bacino idroelettrico omonimo sul fiume Tevere. Percorriamo la sua riva su strade tranquille, con poco traffico veicolare, lungo la strada che costeggia da un lato il lago, dall'altro un grande bosco, ogni tanto una piccola osteria o vecchi casali, interrompono il lungo susseguirsi degli alberi.
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Genetliaco
Martedì 30 Aprile 2013 13:30
 Mi ero ripromesso che il mio 50° genetliaco avrebbe dovuto essere diverso; doveva essere la festa per eccellenza, avevo in testa tanti progetti anche un po' fantasiosi.
D'altro canto era facile fantasticare per chi non aveva mai festeggiato il proprio compleanno o, quanto meno, era sempre stato ricordato sottotono. Più precisamente l'unica volta che lo festeggiai, ormai molti lustri or sono, con simpatizzanti ed amici lo feci in un ristorantino locale. Sono passati ormai talmente tanti anni che non mi ricordo nemmeno chi fossero gli invitati.
Questa volta l'organizzazione era affidata alle mie amiche Paola e Edita; volevo che alla festa del mio primo mezzo secolo di vita fossero invitati gli amici più "intimi" e che non ci si limitasse al pranzo o ad una cena ma che fosse una giornata "diversa".
Il luogo dei festeggiamenti viene scelto sei mesi prima, la lista dei partecipanti preparata con cura e l' organizzazione dell'evento seminascosta al sottoscritto; l'importante era trascorrerlo tra amici. Dalla lista originale ci sono state quasi subito delle defezioni, anche perché non era mia intenzione trascorrerlo in Italia. Dei miei famigliari non può partecipare nessuno, infatti occorre che qualcuno stia con mio padre, ormai anziano e il mio unico nipote è troppo preso dagli studi universitari.
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Facciamoci prendere in giro
Lunedì 22 Aprile 2013 23:43
 Difficilmente scrivo di politica sul blog ma questa volta proprio non ce l'ho fatta a resistere. Le televisioni, le radio, i giornali, i socialnetwork sono stati invasi di notizie e contronotizie su quanto è accaduto per arrivare all'elezione del Presidente della Repubblica Italiana.
La cosa mi ha da un lato molto divertito e dall'altro mi ha gettato nel più profondo stato d'angoscia, pensando allo stato delle cose nel nostro bel paese.
Praticamente abbiamo assistito all'ascesa all'olimpo del Parlamento del nuovo partito, che non ama farsi chiamare così, ma di fatto lo è, cioè il Movimento 5 stelle, nato sull'onda del disgusto degli italiani sul modo di gestire l'Italia. Movimento sviluppatosi attraverso la rete dei socialnetwork, grazie a Beppe Grillo, comico televisivo, che da bravo istrione ha saputo cavalcare bene il malcontento popolare. Dapprima è riuscito a mettere in crisi i due elefantiaci partiti di centro destra e centro sinistra, tanto da impedirgli di riuscire a formare un Governo che possa ritenersi stabile, poi è riuscito a spiazzare le candidature dei maggiori partiti anche alla presidenza della repubblica.
I fatti così come letti e vissuti sono: Grillo, leader del movimento 5 stelle, propone ufficialmente per il Quirinale lo statista Stefano Rodotà, come miglior candidato immaginabile alla Presidenza della Repubblica.
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Sotto lo sguargo della Maga Circe
Sabato 30 Marzo 2013 22:33
 Il viaggio in treno è lungo e i miei occasionali compagni di viaggio, una bella famigliola di turisti giapponesi, passano tutto il tempo a guardare e leggere le cartine di Firenze. La ragazza più giovane discute con la madre di come organizzare il tour, almeno così credo, mentre il ragazzo passa tutto il tempo a tamburellare sulle cosce al ritmo della musica che ascolta sull'Ipod. Il padre, tranquillamente, se la dorme. Solo il passaggio del controllore lo sveglia ma poi tranquillamente riprende a russare. Una volta giunti a Pisa, riesco a "conquistare" il mio posto che avevo prenotato vicino al finestrino. Una volta scesi i giapponesi sale una famigliola napoletana con due bambini piccoli e tutto si rallegra. Ad attendermi a Latina c'è Loredana con un volontario del gruppo comunale e durante il tragitto da Latina a Terracina discutiamo sugli argomenti della lezione che dovrò tenere il giorno dopo. Latina è una città particolare, c'ero stato di sfuggita in un'altra occasione per una udienza in Tribunale, ma è anche la città natale di uno dei cantautori italiani da me più amati. Mi piace citare una sua frase dalla canzone "Troppo buono": tutto quello che ho sbagliato lo so bene anche io ma non sono mai arrivato a sentirmi così tanto inutile e in tempi avversi ti salvai la vita tante volte, non ti accorgesti ... (Tiziano Ferro).
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I cabinotti torinesi
Venerdì 22 Marzo 2013 18:12
 La mia breve presenza a Torino mi ha permesso di apprendere di un mondo che non conoscevo: fortunatamente, mi è sempre piaciuto sapere cosa mi capita intorno: osservare ciò che mi circonda, capire i comportamenti altrui, anche se devo dire che, se li avessi compresi prima, qualche stupidaggine in meno l'avrei fatta.
Uno delle cose che, a distanza ormai di tempo, mi è tornata alla mente, durante una mia breve visita nella capitale sabauda, è stato vedere un gruppo di cabinotti discutere tra loro in piazza San Carlo.
Sono ragazzi, non solo adolescenti, che frequentano locali dall'ambiente curato e bazzicato da coetanei, sempre vestiti con griffe all'ultima moda.
Il termine cabinotti è usato per definire principalmente gli adolescenti della Torino bene, in particolare coloro che generalmente seguono un dress-code ben specifico, anche se non selettivo: indossano capi griffati - ma la firma di uno stilista non è individuabile facilmente -, taglio di capelli un po' lunghi ma alla moda, un leggero trucco e sempre profumati, magari iscritti a scuole private o anche pubbliche ma comunque liceali provenienti da famiglie benestanti. Sono determinanti il loro stato sociale, l'estrazione e il percorso di studio. Se a Torino vengono chiamati cabinotti, gli equivalenti milanesi sono i sancarlini, o pariolini a Roma, gli albarini a Genova, i borghesotti a Varese e i chiattilli a Napoli.
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