Blog di Dante Paolo Ferraris

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A Lisbona con Pessoa (VII parte)

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LisbonaUsciamo storditi da questa enorme chiesa, fantastica per le sue architetture ma scarsamente illuminata, se non dalla poca luce naturale che filtra dalle grandi vetrate che disegna splendidi arabeschi sulle bancate. Ci avventuriamo in Praça do Imperio e mi volto un ultima volta verso il Monastero dos Jerónimos, mi sovviene che il 13 dicembre 2007 in questo monastero è stato firmato il Trattato di Lisbona che riforma i Trattati su cui si fonda l'Unione Europea, "La visita al Monastero dos Jerónimos, per essere una vera visita, deve essere fatta senza fretta. Tutte le bellezze qui ospitate devono essere accuratamente esaminate: la lavorazione di ogni dettaglio, le immagini, le tombe, le colonne, le volte, specialmente quella del transetto che non è sostenuta da colonne, i dipinti, il coro, da dove si può vedere gran parte dell'interno della chiesa, il chiostro, che è uno dei più belli al mondo, la Sala del Capitolo, con le tombe di Alexandre Herculano e del gran poeta Guerra Junqueiro, il vecchio portico dove si trovano i dormitori, la cappella di Cristo", Pessoa cosi ci invita a visitare il Monastero, oggi ospita nel chiostro anche la sua eterna dimora, quella di un poeta "fuori dal coro" che ha amato la sua terra.
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Luci ed ombre a Torino (IX parte)

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Draco MalfoyTrovo Draco Malfoy appoggiato alla sua Mini Cooper gialla, con il suo classico atteggiamento altezzoso e "scazzato". Draco è figlio di Lucius ed è un mangiamorte come il padre.
Mi attende in piazza Solferino, una delle "location" predilette dai più grandi registi italiani, come Michelangelo Antonioni, che qui girò nel lontano 1950 alcuni esterni del suo film "Cronache di un amore", con grandi interpreti come Lucia Bosé, Massimo Girotti e Gino Cervi.
Draco è un ragazzo superbo, che ha un'alta opinione di sé, convinto di essere l'unico depositario della verità e che tratta tutti i suoi compagni come inferiori. Sono poche le persone che vengono trattate da lui come suoi pari.
L'ho conosciuto nell'ultimo anno di permanenza a Torino, presentatomi dal maligno in persona, solo che allora non avevo ancora capito chi avevo di fronte.
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A Lisbona con Pessoa (VI parte)

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LisbonaUscendo dal Museo ci troviamo di fronte Praça Afonso de Albuquerque, che prende il nome dall'esploratore che fu anche secondo governatore dell'India portoghese. Sorge sul luogo in cui nel XVIII secolo sorgeva il porto, da cui nel 1807 la regina Maria I, si imbarcò alla volta di Rio de Janeiro, per sfuggire alle truppe napoleoniche che avevano invaso il Portogallo. Sulla piazza si affaccia il Palácio Nacional de Belém, un palazzo del XV secolo che oggi ospita la residenza ufficiale del Presidente del Portogallo, così lo descrive Pessoa "Sul lato sinistro della Praça Alfonso de Albuquerque, lungo la strada che percorriamo, si trova il Palácio Real de Belém, oggi residenza ufficiale del Presidente della Repubblica. È stato abitato dalla regina Maria II e poi da re Carlos quando ancora era principe ereditario, dopo il suo matrimonio con Dona Amplia de Orléans. Alcuni capi di stato esteri hanno risieduto qui, ospiti del Portogallo" Al centro della piazza è collocato il monumento in stile neo-manuelino, con la statua in bronzo dedicata a Afonso de Albuquerque. Il luogo così viene meglio spiegato da Pessoa: "... ci ritroviamo in Praça Alfonso de Albuquerque, un ampio spazio con giardini, al cui centro si trova il monumento dedicato a quella grande figura storica, il migliore viceré dell'India e fondatore del moderno imperialismo (Alfonso de Albuquerque – 1453 – 1515 fu un grande condottiero portoghese che contributi alla realizzazione dell'impero portoghese in Asia).
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Luci ed ombre a Torino (VIII parte)

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Bellatrix LestrangeUn trillo del telefono cellulare modifica il percorso della mia passeggiata a Torino, è un altro Serpeverde che saputo della mia presenza in città avrebbe piacere di rivedermi. Questi "personaggi" sono proprio strettamente collegati tra loro. Vediamo cosa ha dirmi o cosa vuole scoprire di me per farne un nuovo pettegolezzo. Mi dirigo quindi verso Piazza Statuto, luogo dell'incontro.
Camminando, vari pensieri mi sovvengono proprio su questi personaggi che un tempo frequentavo spesso. Dalla loro frequentazione ho imparato che nella vita, da certe persone si può imparare molto: dai mangiamorte ho imparato a non essere come loro.
Questa zona di Torino è veramente una miniera di sorprese, peccato che il turista affrettato passi velocemente davanti ad antiche residenze, piene di storia e di misteri. Transito davanti a diversi e importanti palazzi costruiti in questa zona e provo a descriverne qualcuno.
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Il mio Piemonte: Ivrea

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Ivrea...Ivrea la bella
che le rosse torri specchia
sognando a la cerulea Dora
nel largo seno,
fosca intorno è l'ombra di re Arduino...

(Giosuè Carducci, Piemonte vv 21-24)

Così il poeta annuncia Ivrea, una città che oggi rivive gli antichi fasti, per tre giorni l'anno, di quella che fu l'antica Eporédia. Ma il periodo più florido della città è stato quando divenne per l'Italia e non solo, la nostra Silicon Valley. Infatti lo sviluppo socio-economico di questa città, avviene soprattutto nel secondo dopoguerra, legato in ampia misura alla crescita ed alla politica sociale del gruppo Olivetti, che aveva in Ivrea e nel Canavese importanti insediamenti industriali. Purtroppo la crisi della Olivetti, a partire dall'inizio degli anni '90, ha costretto Ivrea ad accettare una sofferta riconversione della sua struttura economica ed occupazionale, rimanendo comunque una città con aziende medio piccole ma ad elevato contenuto tecnologico.
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A Lisbona con Pessoa (IV parte)

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LisbonaI pensieri che mi scorrono nella mente e che mi isolano per un attimo dai rumori circostanti, sono i versi de "Il libro dell'inquietudine" di Fernando Pessoa: "Se scrivo ciò che sento è perché così facendo abbasso la febbre di sentire", perché Chiado è sinonimo di Pessoa per il sottoscritto. Sarà per me un incontro molto emozionante, difficile da descrivere.
Siamo nel quartiere del Chiado, con le sue strade e piazze che ci vedranno ripetutamente aggirarci durante la visita a Lisbona, proprio per le sue caratteristiche sia architettoniche che ambientali, ma anche per ciò che rappresenta per le mie passate letture.
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Pantera grigia

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panteraHo una malattia, si chiama fantasia, porta quasi all'eresia, è considerata pazzia. (Il Cappellaio Matto in Alice in Wonderland).
È una frase che mi ha sempre attratto, quasi fosse il leit motiv che cerco, forse lo è veramente!
Ma poi, nonostante la mia schizofrenica fantasia, un senso di amarezza mi assale, perché è anche vero che la fantasia scorre come i sogni che raccontano desideri irrealizzabili; ed i sogni nel cassetto fanno la muffa.
Un giorno, tempo fa, mi sono svegliato, mi sono posto davanti allo specchio ed ho iniziato a parlare con la figura che mi stava di fronte. Non ammettevo che fosse la mia immagine riflessa, mi ponevo domande a voce alta, lui mi rispondeva con una voce a me nota, ma che volevo pensare straniera.
La mia voglia di guardarmi dentro è grande, quanto la voglia di rinascere, uno sguardo con occhi stanchi allo specchio, nella solitudine dei miei pensieri.
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Un weekend nel cuore verde d'Italia

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OrvietoLa strada è lunga, il nastro d'asfalto all'imbrunire raccoglie le ombre consumate di una giornata fredda e invernale. Mi fa compagnia in questo viaggio Matteo, una recente conoscenza, con il quale non ho quasi nulla in comune, ma solo un grande affetto che mi stringe a lui. Riusciamo spesso a bisticciare sulle cose più disparate, ma forse è per questo che mi piace la sua compagnia.
Giungiamo ad Orvieto dopo alcune soste nei vari autogrill, che ci hanno permesso di riposarci e distrarci un attimo dalla lunga fila di autocarri e auto che affollano l'autostrada.
Il viaggio, anche se stancante, è volato in fretta grazie anche alla loquacità di Matteo con cui ho chiacchierato tutto il tempo. L'albergo Aquila Bianca è in centro ed è sicuramente comodo per visitare la cittadina che ci ospiterà per due giorni. Il concierge è tutt'altro che socievole, anzi è piuttosto freddino e un po' scontroso. L'albergo è situato nel cuore del centro storico di Orvieto, alle spalle della duecentesca sede del municipio cittadino ed è allocato in un antico palazzo nobiliare con una sala per le prime colazioni finemente arredata in stile fine XIX secolo, realizzata nell'antica sala da ballo. Di particolare fattura anche i corrimano, peccato che la nostra stanza non sia molto grande e che il bagno non sia proprio un esempio di modernità, anzi se ti muovi un po' bruscamente è facile, visto le dimensioni, che inavvertitamente ne smonti un pezzo. Il parcheggio a pagamento è nel piccolo cortile del palazzo, ovviamente non coperto. Ci riposiamo un attimo e ci rinfreschiamo prima di buttarci a conoscere la città della rupe tufacea.
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A Lisbona con Pessoa (V parte)

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LisbonaCome al solito non ci facciamo mancare la levataccia mattutina, seguita dalla colazione allo Starbucks dove, seduti tranquillamente, giochiamo un po' con i social networks e sfogliamo i giornali locali prima della partenza per una nuova tappa alla scoperta di Lisbona. Secondo le guide turistiche più note, la costa portoghese ha un clima mediterraneo fortemente influenzato dalla corrente del Golfo, che gli dona uno dei climi più miti d'Europa. La città gode di giornate soleggiate per gran parte dell'anno, con una media annua di 2900-3300 ore di sole. Le estati sono generalmente calde e secche con temperature medie diurne di 26-29 °C, che scendono a 16-18 °C durante la notte. Gli inverni sono più freschi e piovosi, con temperature intorno agli 8-15 °C.
Le temperature estreme possono raggiungere i 36 °C nei pomeriggi più caldi d'estate e 2 °C nelle mattinate più fredde d'inverno. Da maggio a settembre la città gode di un clima piacevole, con cieli azzurri e con alcune giornate ventose. La media annuale delle precipitazioni è di 1110 mm, che si sviluppa su circa 100 giorni di pioggia, per lo più da ottobre ad aprile. Per il momento abbiamo vissuto giornate con un clima altalenante, con momenti tanto caldi da doversi togliere la maglia ad altri in cui è necessaria la sciarpa, con improvvisi quanto terrificanti acquazzoni che ci riducono le vesti a stracci da strizzare. La nostra giornata è destinata comunque ad essere intensamente vissuta.
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Luci ed ombre a Torino (VII parte)

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Arthur WeasleyLascio Lucius con la promessa di rincontrarci presto e continuo a percorrere via XX settembre verso la chiesa della Visitazione, tornando a pensare a questo mio ultimo incontro e al mio rapporto con molti Serpeverde. Da loro ho imparato molte cose, sopratutto come essere confidente di tutti, amico di pochi e diffidare di tutti i Serpeverde, proprio per evitare le delusioni provate in passato.
All'angolo con via Arcivescovado incontro Arthur della famiglia dei Weasly, un personaggio che se non fosse stato impiegato al Ministero della Magia, Ufficio registrazione oggetti volanti usati impropriamente, avrebbe sicuramente avuto un futuro come conducente dell'espresso di Hogward, il treno magico che porta gli studenti da Londra a Hogsmeadebe, partendo dal binario 9 e 3/4 della stazione di King's Cross, proprio per il suo amore verso i treni sbuffanti.
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La città ducale di Modena

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ModenaMi si presenta una ghiotta occasione con il collega Flavio per fare una visita, benché molto breve, nella antica Mùtina dove posso passare alcune ore in questo antico nobile centro storico della Pianura Padana. La nostra visita sarà soltanto un rapido passaggio nella storia, visitando tutto ciò che è possibile visitare in poco tempo. Modena può sembrare una città come tante altre, se pensiamo alla sua nobile origine anche se dimessa. Eppure Modena raccoglie una bellezza particolare, fatta di piccole ma importanti storie. Ha la vivacità di una città universitaria alla quale si aggiunge la sontuosità delle sue chiese e dei palazzi nobiliari e con ciò dimostra un carattere tutt'altro che dimesso. Gli angoli di città presi uno ad uno, sono piccoli soggetti cinematografici che narrano da soli una lunga e intensa storia.
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