Novelli taglialegna di città
Mercoledì 21 Gennaio 2015 17:42
 Abito in una città capoluogo di provincia, non è molto grande, la si può girare tranquillamente a piedi, una città incoronata da autostrade e vie di grande comunicazione, ma già a pochi km ti immergi in una campagna dalle mille tonalità di colore che cambiano con il cambiare della stagione. Pertanto è assai facile trovare contadini e allevatori che arrivano in città per gli acquisti, soprattutto in giorno di mercato.
Un giorno di mercato, entrando in libreria, mi trovo dei giovani ragazzi dall'aspetto e abbigliamento alquanto particolare.
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Luci ed ombre a Torino (XXXI parte)
Giovedì 01 Gennaio 2015 11:21
 Prima di imboccare via Carlo Alberto, lancio uno sguardo ai tetti del palazzo d'angolo tra via Po e piazza castello, dove proprio sul tetto di casa Reviglio - Beccaria, fu installato il primo parafulmine d'Italia. Forse un tempo vi era una torre posta proprio difronte a casa Reviglio - Beccaria e vi abitava il fisico, astronomo: il padre servita Giambattista Beccaria, lo studioso installo il parafulmine nel 1772, inoltre nel 1759 nella sua abitazione, aveva sistemato una specola, realizzando così il primo osservatorio astronomico di Torino.
Nell'edificio, al civico 6, all'angolo tra la piazza e Via Carlo Alberto, abitò in una stanza al terzo piano Friedrich Nietzsche, tra gli anni 1888 e 1889. L'appartamento era in affitto e costava di pigione ammobiliato 30 lire al mese, ed era di proprietà di Davide e Candida Fino, gestori della rivendita di giornali posta nella sottostante piazza.
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Disavventure sui binari
Giovedì 11 Dicembre 2014 15:03
 Mi piace viaggiare e amo particolarmente viaggiare in treno, purtroppo in Italia, ogni singolo viaggio è una avventura se non addirittura una disavventura.
Già devi augurarti che nel luogo che vuoi raggiungere ci siano ancora i binari, già perché da quando le ferrovie in Italia sono in mano a diversi attori che si spartiscono l'obbligata clientela che deve utilizzare il treno per recarsi a lavorare, tutto è diventato più difficile. Prima ci si lamentava, ma da Torino o Trieste, salivi su uno sgangherato treno e potevi raggiungere Palermo o il tavoliere delle Puglie senza fare cambi, ora devi cambiare spesso treno, tener conto delle coincidenze e pagare un salatissimo biglietto.
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Chiaroscuri nella città eterna (VII parte)
Venerdì 21 Novembre 2014 09:45
 Raggiungo con lunghi passi via della conciliazione, con l'intento di arrivare sotto l'obelisco vaticano.
Ho attraversato Ponte Sant'Angelo, quello che anticamente era denominato "ponte Elio", perché voluto dall'imperatore Publio Elio Adriano che lo fece costruire tra il 130 ed il 135 d.C. quale viale d'accesso al Mausoleo di Adriano. Successivamente, durante il Medioevo, il nome fu cambiato in "ponte S. Pietro" in quanto era l'unico accesso diretto per raggiungere la Basilica Vaticana dalla città. Invece il nome attuale si ricollega al folclore popolare che vuole che nel 590 d.C., Papa Gregorio Magno, durante una processione penitenziale, attraversando il ponte ebbe la visione dell'arcangelo Michele che dalla sommità della Mole Adriana riponeva nel fodero la spada, significando la fine della pestilenza che da tempo affliggeva la città di Roma.
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Luci ed ombre a Torino (XXIX parte)
Sabato 01 Novembre 2014 11:21
 Incamminiamoci per via Po, una delle vie principali che collega la centralissima piazza Castello a piazza Vittorio Veneto.
È caratterizzata dai caratteristici edifici con i portici che corrono per tutta la sua lunghezza sul lato destro, salendo verso piazza castello, interrotti solo per immissione di alcune strade sul lato sinistro. La differenza tra l'intera copertura di un lato e la parziale sull'altro è dovuto alla volontà di re Vittorio Emanuele I di Savoia che nella seconda metà dell'Ottocento desiderò percorrere indisturbato dal maltempo il tragitto che da Palazzo Reale giunge fino alla chiesa della Gran Madre situata oltre il ponte su Po, per il cui scopo furono aggiunti i terrazzi a copertura dei passaggi pedonali.
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Chiaroscuri nella città eterna (VIII parte)
Domenica 11 Gennaio 2015 09:45
 Ormai sono giunto davanti al palazzo di giustizia, più comunemente chiamato il Palazzaccio, anche a mio parere un orribile palazzo ispirato all'architettura neo barocca realizzato su disegno dell'architetto Calderoni.
Era il 14 marzo 1888, quando alla presenza dei reali fu posta la prima pietra del Palazzo di Giustizia, ma i lavori di costruzione andarono per le lunghe, sia per le polemiche e le critiche che accompagnarono l'edificio sin dai primi anni della sua edificazione, che per i ritrovamenti archeologici venuti alla luce in quest'area paludosa e limacciosa.
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L'uomo 2.0 e il maquillage
Domenica 21 Dicembre 2014 12:16
 In gioventù lavorai in un magazzino all'ingrosso con annesso negozio di cosmetici e profumeria, ero molto giovane e vedermi passare tra le mani tanti cosmetici e prodotti di bellezza femminile m'incuriosiva. Ero affascinato dalla molteplicità dei prodotti, dalle numerose nuances di colori, dai mille profumi e dalle centinaia di case di cosmetici e profumeria in continua gara tra loro a chi produceva prima qualche innovazione, che avrebbe poi fatto tendenza nel mondo della moda.
Insomma galleggiavo tra creme da notte e da giorno, idratanti o nutrienti, vellutanti o scrub, creme e strisce depilatorie al miele o profumate, matite, kajal, eyeliner, mascara e ciglia finte, correttori e fondotinta; ed ancora per quanto riguarda i capelli: shampoo coloranti, rinforzanti, tinte e balsami.
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Luci ed ombre a Torino (XXX parte)
Lunedì 01 Dicembre 2014 11:21
 Una prima deviazione in via Rossini mi porta davanti al teatro Gobetti. A condurmi qui non è tanto il bel palazzo con facciata in stile neoclassico realizzato tra il 1840-42 per l'accademia filodrammatica (l'edificio è stato anche sede del liceo musicale nel 1860, e casa del soldato nel 1928), ma la lapide posta nel 1930 con l'immagine di Goffredo Mameli, per ricordare che nel teatro fu eseguita per la prima volta in una manifestazione pubblica l'Inno Fratelli d'Italia che poi, nel 1946, diverrà l'Inno nazionale Italiano, preferito al "Va Pensiero" di Giuseppe Verdi e alla "Leggenda del Piave" di Giovanni Ermete Gaeta, conosciuto con il nome d'arte E. A. Mario.
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La città patavina di Antenore (VIII ed ultima parte)
Martedì 11 Novembre 2014 15:21
 Peccato che si sia persa l'antica tradizione che vedeva i frati offrire i dolci del Santo ai viandanti e ai pellegrini. Flavio ed io, sulla via del ritorno, cerchiamo una pasticceria per assaggiarli, e trovarne una a Padova non è difficile. La pasticcera che gentilmente ci fa assaggiare una enorme varietà di dolci del santo, prontamente mi smentisce e afferma che ancora oggi è uso che i frati della Basilica di Sant'Antonio offrano ai poveri un pane che nel corso degli anni si è trasformato in questi dolci particolarmente apprezzati. Con dovizia di particolari mi spiega tipi e ricette dei dolci più famosi.
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Chiaroscuri nella città eterna (VI parte)
Martedì 21 Ottobre 2014 09:45
 La mia prossima tappa per il tour degli obelischi è piazza Navona, ma prima di raggiungerla voglio dare uno sguardo alla chiesa di sant'Eustachio. Raggiunta l'omonima piazza non puoi non alzare gli occhi e domandarti perché sul timpano della chiesa, al posto della tradizionale croce, trovi posto la testa di un cervo, con tanto di corna tra le quali è posta la croce.
Forse i turisti frettolosi non se ne accorgono e forse nemmeno i romani disattenti si ricordano che il cervo e le sue corna sono parte integrante della storia di sant'Eustachio.
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